Svizzera Dal Nazionale «no» all'inasprimento della pena per gli assassini minorenni

fc, ats

12.6.2024 - 15:35

Il consigliere federale Beat Jans
Il consigliere federale Beat Jans
Keystone

La pena massima per gli assassini che al momento dei fatti hanno tra 16 e 18 anni rimarrà a quattro anni. Lo ha deciso oggi, mercoledì, il Consiglio nazionale allineandosi su questo punto agli Stati. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Questo era il punto più controverso della modifica del diritto penale minorile. In Nazionale nelle scorse sedute aveva per ben due volte chiesto di inasprire la pena e di portarla a sei anni. Tale decisione è però andata a cozzare contro l'opposizione del Consiglio degli Stati, che non ne ha mai voluto sentir parlare. E oggi, come detto, il Nazionale ha ceduto.

Nel breve dibattito odierno – solo quattro consiglieri nazionali e il ministro di giustizia e polizia Beat Jans hanno preso la parola – il relatore commissionale Beat Flach (PVL/AG) ha evocato come il ruolo principale del Codice penale minorile non sia la sanzione ma l'educazione.

Ringraziando i consiglieri nazionali per aver trovato un compromesso con i «senatori», Jans ha ricordato come la questione potrà essere esaminata in altra sede, grazie a un atto parlamentare già depositato dal consigliere agli Stati Stefan Engler (Cetnro /GR).

Le reazioni

«Non abbiamo cambiato idea, ma accettiamo che la questione sia discussa più tardi», ha detto da parte sua Philipp Matthias Bregy (Centro/VS). In questo modo si potrà anche condurre una procedura di consultazione su questo aspetto, ha aggiunto l'altro relatore commissionale Vincent Maitre (Centro/GE).

L'UDC ha chiesto di agire senza indugio e di mantenere la divergenza: «la situazione attuale è preoccupante, la criminalità minorile è in aumento», ha sostenuto Nina Fehr Düsel (UDC/ZH). La risocializzazione è certamente lo scopo principale del diritto penale minorile, ma abbiamo bisogno anche di misure dissuasive, e questa ne è una, ha aggiunto, invano.

Da notare infine che nelle scorse sedute Consiglio nazionale e degli Stati si erano già accordati in merito alla possibilità in infliggere la pena dell'internamento per i minorenni fra i 16 e i 18 anni colpevoli di assassino.

Oggi una volta scontata la pena, il condannato può essere liberato a 25 anni – 4 anni di pena massima cui si aggiungono le misure di protezione e risocializzazione, ndr. – senza che nessuno possa opporsi benché l'interessato possa risultare ancora pericoloso per la società, aveva sottolineato in una delle scorse sedute il «senatore» Andrea Caroni (PLR/AR).

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