USA Trump taglia aiuti, vuole dazi fino al 25%, ordina congedi forzati e indaga su pubblici ministeri

SDA

28.1.2025 - 20:37

Il presidente Donald Trump sta attuando una ad una le promesse fatte in campagna elettorale ad un ritmo serratissimo.
Il presidente Donald Trump sta attuando una ad una le promesse fatte in campagna elettorale ad un ritmo serratissimo.
KEYSTONE

Aiuti all'estero, prestiti federali, finanziamenti a programmi interni. La scure di Donald Trump continua ad abbattersi senza pietà sulle spese ritenute «inutili» dal presidente che continua anche a mantenere alta la pressione sui dazi, nonostante il suo ministro del Tesoro sia per una linea più morbida. 

Ma la ghigliottina di The Donald ha tagliato anche i vertici di Usaid e minaccia le teste dei procuratori che si sono occupati della rivolta contro Capitol Hill.

Il presidente sta attuando una ad una le promesse fatte in campagna elettorale ad un ritmo serratissimo (è in carica solo da una settimana) e a botte di ordini esecutivi che, in alcuni casi, potrebbero scontrarsi con le decisioni del Congresso. Come ad esempio quello per la sospensione di tutte le sovvenzioni e i prestiti del governo.

Sospensione agli aiuti per l'assistenza finanziaria

Il direttore ad interim dell'ufficio del bilancio americano ha dato istruzione alle agenzie federali di «sospendere temporaneamente tutte le attività relative agli obblighi e all'erogazione dell'assistenza finanziaria», chiedendo di verificare se i programmi in atto siano coerenti con i decreti esecutivi di Trump che vietano la diversità e l'inclusione e limitano la spesa per l'energia pulita.

Il blocco non riguarda il Social Security o il programma di assistenza sanitaria Medicare ma ha scatenato l'ira dei democratici. Il leader della minoranza democratica al Senato l'ha definito una «pugnalata al cuore» delle famiglie americane. «Il popolo americano pagherà un prezzo terribile», ha avvertito Chuck Schumer.

Per Trump dazi fino al 25% a Paesi che non hanno un rapporto commerciale «equilibrato»

Sul fronte estero Trump continua a minacciare dazi sui beni di quei Paesi che non hanno un rapporto commerciale «equilibrato» con gli Stati Uniti.

Il suo neo confermato ministro del Tesoro, Scott Bessent, avrebbe in mente di imporre tariffe universali del 2,5% sulle importazioni da far salire poi gradualmente ogni mese concedendo così tempo alle aziende di prepararsi e ai vari Paesi di negoziare con l'amministrazione.

Ma per il tycoon non è abbastanza. Come è noto, le percentuali che sta valutando il presidente americano sono ben più alte – dal 10% al 25% – e non sarebbero graduali.

Congedi forzati, pubblici ministeri sotto indagine e migranti deportati (1'000 al giorno)

Nel frattempo, secondo il Washington Post, l'amministrazione Trump ha messo in congedo forzato la maggior parte della leadership di Usaid, l'agenzia americana per lo sviluppo internazionale, perché molti funzionari di alto livello hanno cercato di aggirare il decreto esecutivo sul congelamento di tutti gli aiuti esteri americani.

Mentre il dipartimento di Giustizia ha lanciato un progetto speciale per indagare sui pubblici ministeri che si sono occupati dei rivoltosi del 6 gennaio.

E sempre a proposito di giustizia, continuano gli arresti di massa dei migranti senza documenti con una media di oltre 1'000 al giorno e le prime retate iniziate anche a New York, con la segretaria degli Interni Kristi Noem che postato su X il video di un arresto al Bronx.

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