Stati Uniti Trump rilancia il sogno americano nel discorso sullo Stato dell'Unione

SDA

24.2.2026 - 20:51

Il presidente americano Donald Trump.
Il presidente americano Donald Trump.
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Il presidente statunitense Donald Trump rilancia l'American Dream, il sogno americano. In calo nei sondaggi e con le prime crepe che emergono nella base del movimento Make America Great Again (MAGA, in italiano rendiamo l'America di nuovo grande), Trump coglie l'occasione del discorso sullo Stato dell'Unione per voltare pagina e lanciare la volata dei repubblicani alle elezioni di metà mandato in novembre.

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Davanti a Camera e Senato riuniti in seduta plenaria, il presidente difende il suo primo anno alla Casa Bianca, durante il quale ha «salvato l'America dall'orlo del disastro», e getta le basi per il futuro alzando il velo su nuove misure per ridurre quel carovita che non lascia respiro agli americani.

Un'agenda «ambiziosa» che punta dritta a lanciare il paese verso quell'età dell'oro che ancora appare un miraggio. Per Trump è il discorso più difficile da anni dopo la spallata della Corte suprema sui dazi, pilastro portante della sua politica economica.

Davanti a quei «saggi» che lo hanno bocciato seduti in prima fila come di consueto, il presidente rivendica la sua autorità. Lo fa nel giorno dell'entrata in vigore di dazi globali del 10% per tutti, e mentre l'amministrazione lavora ad alzarli al 15% e delineare la strategia da seguire nei prossimi mesi per mantenere la stretta sui partner commerciali.

Trump incontra resistenze nel suo stesso partito

I dazi però sono solo uno dei temi di frizione con gli americani e il Congresso. Lo State of the Union cade infatti nel mezzo dello shutdown (blocco delle attività amministrative) parziale a cui è stato costretto dai democratici nella battaglia per i finanziamenti all'Immigration and Customs Enforcement (ICE, l'agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell'immigrazione), protagonista degli incidenti di Minneapolis (Minnesota) che hanno trasformato l'immigrazione da punto di forza del presidente a suo tallone d'Achille.

Sulle tariffe e i migranti Trump inizia a incontrare resistenze anche nel suo stesso partito, storicamente favorevole agli scambi commerciali liberi e contrario alle tattiche troppo aggressive degli agenti dell'ICE.

In vista delle elezioni di novembre, i conservatori sono consapevoli che gli americani bocciano Trump su dazi e migranti e temono l'effetto domino alle urne.

Una sconfitta alla Camera è quasi data per scontata, ma il rischio sempre più reale è quello di una valanga democratica che conquisti l'intero Congresso lasciando il presidente come un'anatra zoppa.

L'imminente attacco all'Iran

Non facile dunque per il presidente, nella serata di massima visibilità dell'anno, raggiungere l'obiettivo del rilancio di un'immagine seriamente appannata su più fronti, complice anche lo scandalo del finanziare pedofilo statunitense morto suicida in carcere Jeffrey Epstein.

L'arduo compito di Trump di convincere gli americani sulle sue ricette economiche si accompagna a quello ancora più complicato di prepararli per un possibile attacco all'Iran.

Lo State of the Union è infatti l'occasione migliore per l'inquilino della Casa Bianca per presentare e spiegare al grande pubblico la necessità di un raid contro Teheran.

Il presidente non ha ancora deciso se colpire, anche se – secondo indiscrezioni – sarebbe propenso a un attacco limitato per rafforzare la posizione negoziale degli Stati Uniti, seguito da un'operazione più massiccia nel caso in cui l'Iran non dovesse accettare le condizioni americane.

Convincere gli americani a benedire la sua azione non è facile: la sua base MAGA è contraria all'interventismo militare all'estero e il grande pubblico in generale ricorda con preoccupazione le battaglie americane in Medio Oriente.

Nel pubblico alcune vittime di Epstein

Trump in aula parla davanti ad alcune delle vittime di Epstein, alla figlia di Jimmy Lay (il magnate pro democrazia di Hong Kong condannato a 20 anni di carcere), alla mamma di un ragazzo fermato dall'ICE e alla squadra di hockey maschile americana, vincitrice dell'oro alle recentissime Olimpiadi di Milano Cortina.

Rompendo la tradizione, la First Lady Melania ha inviato suoi inviti personali all'importante appuntamento, puntando su due ragazze che rappresentano al meglio la sua piattaforma caratterizzata dall'intelligenza artificiale e dal sostegno ai minori in affido attraverso l'iniziativa Fostering the Future.

A replicare per i democratici al discorso di Trump è la governatrice della Virginia Abigail Spanberger, pronta la lanciare la riscossa del partito verso il 2028.