Spagna VS Svizzera La strategia di marketing di IKEA sulla vicenda del macaco abbandonato divide il web

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25.2.2026 - 08:11

Il cucciolo di macaco Punch con il suo amato pupazzetto.
Il cucciolo di macaco Punch con il suo amato pupazzetto.
IMAGO/Anadolu Agency

La multinazionale svedese ha deciso di cavalcare l'onda mediatica legata alla storia del piccolo primate, che è stato rifiutato dalla mamma subito dopo la nascita, e del suo peluche, regalatogli dai guardiani dello zoo, a marchio Ikea. Questa scelta commerciale ha scatenato un acceso dibattito tra chi apprezza l'ironia e chi denuncia una speculazione emotiva.

Sara Matasci

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Ikea Spagna ha «approfittato» della storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato dalla madre e che ora si coccola con un peluche, per farsi un po' di pubblicità «facile».
  • Il pupazzo a forma di orango, che è stato donato al piccolo dai guardiani dello zoo di Ichikawa, in Giappone, viene infatti prodotto dal gigante svedese e si chiama Djungelskog.
  • Ma sul sito della divisione spagnola di Ikea il peluche è temporaneamente stato ribattezzato «Mamá de Punch».
  • Diversa la reazione di Ikea Switzerland, che ha reso noto di essersi messa in contatto con lo zoo che ospita l'animale con l'obiettivo di donare il ricavato delle vendite per il benessere del macaco.

La rapidità con cui le aziende reagiscono ai fenomeni virali è diventata una caratteristica fondamentale del marketing moderno. IKEA Spagna ha dimostrato questa prontezza intercettando una storia che ha commosso il mondo intero.

Si tratta di quella di Punch, il macaco che - dopo l'abbandono da parte della mamma - ha sviluppato un legame speciale con un peluche, che gli è stato regalato dai guardiani dello zoo di Ichikawa, in Giappone.

Il giocattolo in questione, come riportano «decappottabiliontheroad.com» e il «Corriere della Sera», è infatti un prodotto del gigante svedese. Il suo nome commerciale è Djungelskog e raffigura un orango.

La divisione spagnola dell'azienda, notando che il cucciolo portava il pupazzo ovunque con sé, ha deciso di intervenire direttamente sul proprio catalogo online, cambiando il nome del peluche in «Mamá de Punch».

Una mossa che mira chiaramente a catturare l'attenzione generata dalla viralità delle immagini del primate.

Reazioni contrastanti del pubblico

L'iniziativa commerciale non è passata inosservata. La previsione è che il peluche possa andare esaurito in tempi brevissimi. Ma la strategia di utilizzare una vicenda così toccante per vendere più prodotti ha sollevato diverse perplessità.

Molti utenti hanno espresso il loro disappunto scorrendo i feed dei social network. I commenti critici si sono moltiplicati sotto i post ufficiali del brand. Un esempio lampante si trova sotto la pubblicazione di IKEA Cile. Le persone hanno sottolineato il lato cinico dell'operazione.

Le voci di dissenso si sono concentrate sull'etica di tale scelta. Un utente ha posto una domanda retorica molto diretta: «Dobbiamo per forza capitalizzare proprio tutto?». Un altro commentatore ha sintetizzato il pensiero di molti scrivendo: «Capitalismo in azione».

C'è chi ha voluto evidenziare l'origine della manovra pubblicitaria. Un utente ha infatti fatto eco alle critiche precedenti: «Puro marketing grazie alla tristezza di un piccolo animaletto». Queste osservazioni mettono in luce una sensibilità crescente verso lo sfruttamento delle emozioni per fini di lucro.

Ikea Svizzera vuole donare il ricavato delle vendite

Ma non tutte le divisioni dell'azienda si sono limitate al semplice rebranding a scopo commerciale. Ad esempio, IKEA Switzerland ha comunicato una posizione differente rispetto ai colleghi spagnoli.

La filiale elvetica ha reso noto di essersi attivata concretamente. Hanno rimarcato di essere in contatto con lo zoo che ospita l'animale con l'obiettivo di donare il ricavato delle vendite per il benessere del macaco.

Questa mossa potrebbe bilanciare la percezione negativa emersa sui social. Resta da vedere come evolverà la situazione nelle prossime settimane. Ma quello che è certo è che l'attenzione mediatica su Punch e il suo peluche non sembra destinata a calare presto.

Rifiutato dalla mamma, un piccolo di macaco si rifugia in un peluche

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