Lifestyle Il misterioso caso della prostituta senza testa

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18.3.2019

Quando venne trovata nel suo appartamento nel 1957, morta per strangolamento, aveva solo 24 anni ed era la prostituta più nota della Repubblica Federale di Germania. L'assassino di Rosemarie Nitribitt non è stato mai trovato e il corpo della giovane è stato sepolto senza testa.

La lapide numero 1148 nella necropoli 95 del Nordfriedhof (cimitero nord) di Düsseldorf è molto esile. Rosemarie Nitribitt è sepolta qui. È stata assassinata 62 anni fa. Ancora oggi, la tomba è ornata di fiori freschi.

Pochissime persone parteciparono al funerale nell'inverno del 1957, tra cui la sorellastra della Nitribitt - Irmgard - e due funzionari di polizia criminale. Il prete si rifiutò di accompagnare la bara alla tomba. Non ci fu nessun discorso funebre. E, a mancare, fu anche qualcos'altro: la testa della Nitribitt.

Specchio immorale degli anni d'oro

«La Nitribitt» è tuttora una leggenda. Il film «Das Mädchen Rosemarie» con Nadja Tiller nel ruolo di protagonista ha attirato, poco meno di un anno dopo il misterioso omicidio, ben otto milioni di telespettatori nei cinema tedeschi. La Nitribitt era lo specchio immorale degli anni d'oro. La sua vita e la sua morte sono un pezzo di storia del dopoguerra tedesco.

«Il 1.11.1957, intorno alle 16.30, la prostituta Rosemarie Nitribitt è stata trovata assassinata nella palazzina di Stiftstrasse 36 all'interno del suo bilocale. La morte è avvenuta per strangolamento. Prima di morire, la Nitribitt è stata in agonia per un breve lasso di tempo», secondo quanto riportano gli atti presentati dalla questura di Francoforte sul Meno al Bundeskriminalamt (BKA, dipartimento federale della polizia criminale tedesca).

La storia di Rosemarie Nitribitt è stata poi rappresentata più volte in diversi film. Dalle numerose voci trapelate sul caso, sembrerebbe che tra i clienti della Nitribitt ci fossero anche personalità eminenti del mondo degli affari e della politica.

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La Nitribitt aveva solo 24 anni. Personalmente si definiva una «modella», mentre la stampa scandalistica la denominava semplicemente «prostituta d'alto borgo». È ormai impossibile determinare chi l'abbia uccisa nel 1957. Non c'è mai stata una sentenza di condanna. Non è stato nemmeno definito con esattezza il momento in cui l'assassino, tuttora sconosciuto, l'abbia strangolata.

Testa mozzata e corpo anatomizzato

La prassi legale per crimini come questi prevede il sequestro degli indumenti della vittima da parte degli inquirenti, come prove del caso. Ma a volte gli indumenti vengono sostituiti con una parte del corpo - come nel caso della Nitribitt. «Poco dopo il ritrovamento del cadavere, gli inquirenti di medicina legale di Francoforte hanno dissezionato il cranio dal resto del corpo», come ha riportato la rivista «Crime» nel suo ultimo numero, «e lo hanno studiato accuratamente. A causa delle gravi fratture e delle tracce di sangue non giustificate, per il pubblico ministero la testa della giovane costituiva una prova a tutti gli effetti.»

I medici legali non erano riusciti a determinare quale fosse stata la causa delle ferite sulla nuca, se sopraggiunte in seguito a una caduta o a un colpo inferto con un oggetto duro. Stando a quanto riportato da «Crime», le indagini sarebbero state un susseguirsi di intoppi e occultamenti.

Molte domande sono rimaste senza risposta. Il vero colpevole è stato protetto? Si è trattato di un omicidio con il movente della gelosia? Ad oggi, il crimine è rimasto impunito. Per le indagini, le autorità dispongono di un totale di 70 fascicoli processuali da 5.000 pagine. E, per lungo tempo, anche il cranio di Rosemarie Nitribitt è rimasto sotto sequestro.

La testa esposta nel museo

Secondo quanto riportato da «Crime», per lungo tempo il cranio della Nitribitt è stato messo a disposizione della polizia criminale come prova per la formazione professionale dei funzionari. Nessuno aveva mai pensato a una restituzione del cranio; invece, nel 2002 la testa della Nitribitt è stata trasferita nel Museo della criminologia della questura di Francoforte appena inaugurato e lì esposta all’interno di una teca in vetro. Molti visitatori hanno trovato questa esposizione irriverente.

I parenti hanno richiesto invano, per anni, la restituzione del cranio. Irmgrad, la sorellastra, avrebbe voluto seppellire anche la testa, ma la sua pensione non sarebbe bastata a sostenere i costi di trasferimento. Alla fine, è stato il boss di un bordello a rendere l’ultimo omaggio alla ex cortigiana: Haagen «Hako» Sevecke ha sostenuto i costi per il trasferimento del cranio.

Sevecke riteneva che, in questo modo, la Nitribitt avrebbe finalmente trovato la pace. Nel 2008, la tomba è stata riaperta per seppellire anche la testa accanto al corpo. Mezzo secolo dopo il delitto, il Museo di criminologia ha finalmente acconsentito al trasferimento. Con l’approvazione, tra l’altro, della Procura della Repubblica. Il motivo: non ci si poteva più aspettare che il cranio della giovane potesse servire di nuovo come prova durante un processo.

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